Comunicato stampa Liberi di Scegliere

L’UNIONE NAZIONALE CAMERE MINORILI

ESPRIME

approvazione per la proposta di Legge presentata dal presidente della commissione anti-‘ndrangheta del Consiglio regionale della Calabria, Arturo Bova, recante “Interventi per la prevenzione della marginalità sociale e culturale a favore di  minori provenienti da contesti familiari pregiudizievoli o disgregati”. La proposta è volta ad esportare dalla Calabria a tutto il territorio nazionale il protocollo “Liberi di scegliere”, finalizzato alla rieducazione e al reinserimento di minori e giovani provenienti da contesti di criminalità organizzata.

OSSERVA

che il protocollo “Liberi di scegliere” ad oggi attuato solo nella regione Calabria, potrebbe rivelarsi un utile strumento di inclusione sociale e di diffusione della legalità in favore di soggetti minori inseriti in contesti di criminalità mafiosa o da essi provenienti.

Osserva altresì che il fenomeno mafioso si caratterizza per la struttura dinastica dello stesso, ove il vincolo di sangue spesso prevale sul vincolo del mandamento, con gravissimo pregiudizio per la crescita e l’educazione del minore figlio di genitori mafiosi.

RILEVA

che la dichiarazione dei Diritti del Fanciullo prevede che al minore venga garantita un’adeguata protezione giuridica;

che la Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia dichiara che l’educazione del bambino sia improntata ad una vita responsabile in una società libera;

che dunque il diritto all’educazione del minore risponde al suo superiore interesse alla stessa stregua del diritto del fanciullo a crescere all’interno della propria famiglia di cui all’art. 315 bis, co.II, c.c. e che dunque i due diritti vadano garantiti in un’ottica di equo bilanciamento.

RITIENE

fondamentale adottare strumenti di tutela per il minore laddove la condotta del genitore possa pregiudicare gravemente lo sviluppo armonico e sereno dello stesso, influenzandone negativamente la personalità, con correlato e concreto rischio di devianza.

OSSERVA TUTTAVIA

Che le esigenze di prevenzione della marginalità sociale non devono comunque tradursi in una presunzione assoluta di “inidoneità educativa” del genitore coinvolto in fenomeni mafiosi.

Né possono in alcun modo compromettersi i principi costituzionali di presunzione di innocenza di cui all’art. 27 Cost. e del giusto processo di cui all’art. 111 Cost.

In questo senso, l’UNCM

AUSPICA

l’avvio di un confronto parlamentare volto all’approvazione del disegno di legge Bova affinché il modello adottato dalla Regione Calabria possa trovare riconoscimento in tutti quei contesti di criminalità organizzata in cui il superiore interesse del minore necessiti di forti interventi di tutela a garanzia della sua crescita psico – fisica, secondo criteri che tengano comunque conto dell’effettiva presenza di un pregiudizio minorile e di un nesso causale rispetto alla condotta genitoriale.

Il Presidente

Avv. Rita Perchiazzi

Il Responsabile della Comunicazione

Avv. Serena Lombardo

 

Condividi