DdL Cirinnà – approvata la legge sulle Unioni Civili

Si tratta di un passo fondamentale verso la piena uguaglianza che colma una lacuna ormai non più sostenibile del nostro ordinamento giuridico. Una riforma importante che offre finalmente una risposta a coppie e famiglie rimaste per troppo tempo prive di tutela giuridica e che rende il nostro Paese un po’ più vicino alle istanze provenienti dall’Unione Europea.
La legge consente, infatti, a due persone maggiorenni delle stesso sesso di costituire un’unione civile tramite una dichiarazione pubblica da rendere dinnanzi ad un ufficiale di stato civile alla presenza di due testimoni. La dichiarazione viene poi registrata nell’archivio dello stato civile.
Coloro che contraggono matrimonio e le coppie unite con il nuovo istituto hanno gli stessi diritti, sia nei rapporti patrimoniali, sia nei rapporti privati e successori che nei rapporti con la pubblica amministrazione. L’unica discriminazione concerne la filiazione, pertanto i figli nati prima o durante l’unione civile saranno figli del solo genitore biologico, l’altro potrà chiederne l’adozione ex art. 44 l. 184/83 rimettendosi alla discrezionalità del giudicante, atteso che nulla la nuova legge prevede in merito.
La legge disciplina poi le convivenze di fatto tra due persone, sia eterosessuali che omosessuali, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile, che potranno stipulare un contratto di convivenza per regolare le sole questioni patrimoniali tra di loro. Il contratto potrà avere la forma di scrittura privata o atto pubblico e poi essere registrato da un notaio o da un avvocato e trasmesso al registro anagrafico comunale.

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