La Suprema Corte torna a pronunciarsi sul diritto dell’adottato a conoscere le proprie origini biologiche

A distanza di pochi mesi, la Corte torna a pronunciarsi sul diritto dell’adottato ad accedere ai dati relativi alle proprie origini rilevando che il diritto dell’adottato nato da donna che abbia dichiarato alla nascita di non volere essere nominata ex articolo 30, comma 1, del Dpr 396/2000 ad accedere alle informazioni concernenti la propria origine e l’identità della madre biologica «sussiste e può essere concretamente esercitato anche se la stessa sia morta e non sia possibile procedere alla verifica della perdurante attualità della scelta di conservare il segreto»

cassazione-n-22838-9-novembre-2016

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