Per vedere la presentazione dell’evento Docufilm Uncm del 15 dicembre


Chi siamo

L’Unione Nazionale Camere Minorili è un’associazione forense, senza fini di lucro, costituita il 15 dicembre 2001. Rappresenta, attualmente, oltre 34 CAMERE MINORILI presenti su tutto il territorio nazionale ed in quasi tutte le regioni; ad ogni singola Camera possono aderire avvocati che esercitano con continuità la professione nel campo del diritto minorile e di famiglia.
L’U.N.C.M. ha per oggetto lo studio e la divulgazione del diritto minorile e della famiglia, attraverso attività di ricerca e formazione, nella consapevolezza che in questo, più che in altri settori del diritto, la specializzazione rappresenti una necessità ineludibile.
Promuove il confronto con tutte le professionalità che, a vario titolo, si occupano di minori, sul presupposto che l’approccio multidisciplinare ed il riconoscimento dei diversi ruoli possa condurre ad un accrescimento della qualità della difesa in favore dei minori.
L’associazione ha costituito al proprio interno quattro Settori di Studio, rispettivamente nell’ambito INTERNAZIONALE, CIVILE, PENALE e PSICOSOCIALE, cui è assegnato il compito di svolgere attività di approfondimento delle diverse tematiche, al fine di favorire lo scambio costruttivo con gli altri operatori della giustizia minorile, di stimolare l’evoluzione legislativa nella materia, nonché di realizzare un proficuo confronto in una prospettiva di crescita professionale.

Ultimi eventi

Ultimi comunicati

Safer Internet Day

In occasione del Safer Internet Day l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA), il Comitato Interministeriale per i Diritti umani (CIDU) e l’UNICEF Italia hanno tradotto e pubblicato il Commento generale n. 25 “Sui diritti dei minorenni in relazione all’ambiente digitale” del Comitato ONU sui Diritti dell’infanzia. Il documento è affiancato da una versione child friendly la cui traduzione in italiano è stata arricchita dalle riflessioni di alcuni giovani della Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Agia e di Younicef, il movimento dei giovani volontari di UNICEF Italia.
https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-02/commento-generale-25-web.pdf

Pubblicato il documento finale della Consensus Conference sulle terapie psicologiche per ansia e depressione, con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha visto la partecipazione dei giuristi UNCM al Panel Giuria

E’ stato pubblicato in questi giorni sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità il documento finale della Consensus Conference sulle terapie psicologiche per ansia e depressione promossa dal Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università degli Studi di Padova. Il documento reca la premessa del Prof. Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, e la presentazione del Prof. Silvio Garattini, Presidente della Giuria e dell’Istituto Mario Negri. Tra i membri chiamati a far parte del Panel Giuria l’Avv. Luca Muglia, Responsabile UNCMLab@Science and Child Law Research, e l’Avv. Ilaria Bartolucci, Presidente della Camera Minorile di Padova, che hanno rappresentato l’UNCM fornendo un contributo specialistico sulle tematiche riguardanti l’infanzia e all’adolescenza.  

Si tratta di un lavoro importante e complesso. Tre le aree fondamentali: il riconoscimento dei disturbi e i piani di trattamento; l’accesso ai servizi e, più in generale, al trattamento; la formazione accademica e le scuole professionalizzanti. Nella prima parte è riportata la relazione predisposta dal Comitato Promotore e dal Comitato Scientifico, nella seconda parte sono indicate le raccomandazioni della Giuria per ciascun quesito.

Link ai documenti:

https://www.iss.it/documents/20126/0/Consensus_1_2022_IT.pdf/251561f8-8243-00c5-8c1a-62d1a8dacdf4?t=1643896061884

Comunicato stampa:
https://www.iss.it/web/guest//news/-/asset_publisher/gJ3hFqMQsykM/content/id/6621426

Giurisprudenza recente

Ultime sentenze

Consiglio di Stato – Ordinanza N. 02649/2022
“Sono rimesse all’Adunanza plenaria le seguenti questioni:
a) se il termine “non lavoratrice dipendente”, riferito alla madre, in caso di richiesta di permesso da parte del padre, lavoratore dipendente, del minore di anni uno, si riferisca a qualsiasi categoria di lavoratrice non dipendente, e quindi anche alla casalinga, ovvero solo alla lavoratrice autonoma o libero professionista, posizione che comporta diritto a trattamenti economici di maternità a carico dell’Inps o di altro ente previdenziale;
b) in caso di risposta affermativa, se il diritto del padre a fruire dei riposi giornalieri previsti dall’art. 40, d.lgs. n. 151 del 2011 abbia portata generale, ovvero sia subordinata alla prova che la madre casalinga, considerata alla stregua della lavoratrice non dipendente, sia impegnata in attività che la distolgano dalla cura del neonato, ovvero affetta da “infermità”, seppure temporanee e/o non gravi;
c) quale sia l’esatta accezione da attribuire alla nozione di alternatività tra i due genitori in caso di parto gemellare, ove la madre sia casalinga”
Ordinanza 
Separazione e divorzio – Irreversibile revoca della casa familiare – Casa non più habitat domestico per i figli che vanno a vivere in un’altra città dove la madre ha il lavoro – Ritorno – Riviviscenza del diritto – Esclusione – Irrilevante anche la comproprietà della donna – Cassazione civile ordinanza n. 10453/2022.
In materia di divorzio, l’assegnazione della casa familiare all’ex coniuge affidatario prevista dall’art. 6, comma sesto, della legge 1dicembre 1970, n. 898 (come sostituito dall’art. 11 della legge 6 marzo 1987, n. 74) risponde all’esigenza di conservare l’habitat domestico, inteso come il centro degli affetti, degli interessi e delle consuetudini in cui si esprime e si articola la vita familiare. Pertanto, ove manchi tale presupposto, per essersi i figli già sradicati dal luogo in cui si svolgeva la esistenza della famiglia – indipendentemente dalla possibilità di una ipotetica riunione degli stessi al genitore già affidatario – viene meno la ragione dell’applicazione dell’istituto in questione. Tale istituto non può trovare giustificazione nella circostanza che il coniuge già affidatario sia comproprietario dell’immobile in questione, salvo che ricorra un accordo, anche tacito, tra le parti. In caso contrario, i rapporti tra gli ex coniugi continueranno ad essere regolati dalle norme sulla comunione, e in particolare, dall’art. 1102 c.c. 
 
Ordinanza 


Illegittime tutte le norme che attribuiscono automaticamente il cognome del padre – comunicato del 27/04/2022 Corte Costituzionale
Nel solco del principio di eguaglianza e nell’interesse del figlio, entrambi i genitori devono poter condividere la scelta sul suo cognome, che costituisce elemento fondamentale dell’identità personale. Pertanto, la regola diventa che il figlio assume il cognome di entrambi i genitori nell’ordine dai medesimi concordato, salvo che essi decidano, di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due. In mancanza di accordo sull’ordine di attribuzione del cognome di entrambi i genitori, resta salvo l’intervento del giudice in conformità con quanto dispone l’ordinamento giuridico.
Comunicato

Normativa esenzione IMU – Corte Costituzionale Ordinanza n. 94/2022.
In relazione alla normativa sull’esenzione IMU viene sollevata questione di legittimità costituzionale, sotto il profilo della disparità di trattamento tra famiglie, unioni civili e coppie di fatto. L’ordinanza della Corte precisa che il riferimento al “nucleo familiare”, contenuto nel quarto periodo della norma in oggetto, determina un trattamento diverso rispetto non solo alle persone singole, ma anche alle coppie di mero fatto, «poiché, sino a che il rapporto non si stabilizza nel matrimonio o nell’unione civile, la struttura della norma consente a ciascuno dei partner di accedere all’esenzione della loro, rispettiva, abitazione principale».
Ordinanza
Adozione e affidamento – Adozione di minori “in cari particolari – minori – Adozione del figlio della ex moglie – Sussiste. (Legge n. 184 del 1983, articolo 544, comma 1, lettera b) – Cassazione civile Ordinanza n. 10989/2022
In tema di adozione di minori “in casi particolari” l’idea per cui si possa avere una sola famiglia appare smentita dalla riforma della filiazione e da come il principio di eguaglianza si è riverberato sullo status filiationis: il figlio nato fuori dal matrimonio può pertanto avere due distinte famiglie giuridicamente tra di loro non comunicanti; in questo caso, l’identità stessa del bambino è connotata da questa doppia appartenenza. Ne consegue che, nell’interesse del minore, l’ex partner di sua madre ha diritto ad adottarlo, pur in presenza di padre biologico e nuova famiglia della madre stessa, se ciò risponde al preminente interesse del bambino.
Ordinanza
Pensione di reversibilità – Corte Costituzionale Sentenza n. 88/2022
La Corte Costituzionale con la Sentenza n. 88/2022 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 38 del Dpr 26 aprile 1957, n. 818, nella parte in cui “non include tra i destinatari diretti ed immediati della pensione di reversibilità i nipoti maggiorenni orfani riconosciuti inabili al lavoro e viventi a carico degli ascendenti assicurati”.
Sentenza 

Stato civile – Rettificazione atto di nascita – Ricorso coppia omosessuale – Artt. 4 e 5 della legge n. 40 del 2004 – Limiti all’accesso alle tecniche di procreazione assistita – Situazioni di infertilità patologica – Non omologazione alla condizione di infertilità della coppia omosessuale – Cassazione civile ordinanza n 10844/2022.
“Questa Corte, rigettando il ricorso proposto da una coppia di donne di procedere alla rettifica dell’atto di nascita della minore concepita con tecniche di procreazione medicalmente assistita all’estero e nata in Italia, con il consenso della donna non partoriente cui apparteneva l’ovulo che, fecondato, era stato impiantato nell’utero della partoriente, di recente ha stabilito che non é accoglibile la domanda di rettificazione dell’atto di nascita volta ad ottenere l’indicazione in qualità di madre della bambina, accanto a quella che l’ha partorita, anche della donna cui è appartenuto l’ovulo poi impiantato nella partoriente, poiché in contrasto con la L. n. 40 del 2004, articolo 4, comma 3, che esclude il ricorso alle predette tecniche da parte delle coppie omosessuali, anche in presenza di un legame genetico tra il nato e la donna sentimentalmente legata a colei che ha partorito. La scelta del legislatore (L. n. 40 del 2004, articoli 4 e 5) è nel senso di limitare l’accesso a tali tecniche alle situazioni di infertilità patologica, alle quali non è omologabile la condizione di infertilità della coppia omosessuale. Né può essere invocata un’interpretazione costituzionalmente orientata della L. n. 40 del 2004, articolo 8, atteso che una diversa interpretazione delle norme relative alla formazione dell’atto di nascita non è imposta dalla necessità di colmare in via giurisprudenziale un vuoto di tutela che richiede, in una materia eticamente sensibile, necessariamente l’intervento del legislatore (v. Cass. n. 6383 del 2022).”
Ordinanza 

Processo minorile – Pronuncia di non luogo a procedere per minori di anni 14 – Obbligo o meno del contraddittorio – Rinvio alle Sezioni Unite – Cassazione penale Ordinanza 13993/2022.

La Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite penali la seguente questione di diritto: «se, ai fini della pronuncia della sentenza di non luogo a procedere per difetto di imputabilità del minore infraquattordicenne ai sensi dell’art. 26 d.P.R. n. 448/1988, il giudice abbia l’obbligo di provvedere all’instaurazione del contraddittorio, fissando l’udienza preliminare con conseguenziale avviso all’esercente la potestà genitoriale, ovvero se la citata pronuncia possa avvenire anche de plano».

Ordinanza

Reati contro l’ordine pubblico – Contravvenzioni – Concernenti la vigilanza sui mestieri girovaghi e la prevenzione dell’accattonaggio – Impiego di minori nell’accattonaggio – Configurabilità del reato di cui all’art. 600 – Octies cod. pen. – Sottoposizione dei minori a sofferenze o mortificazioni – Necessità – Esclusione – Motivo culturale – Rilevanza scriminante – Esclusione – Cassazione penale sentenza n. 7140/2022.

In tema di impiego di minori nell’accattonaggio, non è necessario, ai fini della configurabilità del reato, che i minori siano sottoposti a sofferenze o mortificazioni, né assume rilevanza scriminante la connotazione culturale della pratica di chiedere l’elemosina, poiché in contrasto con i beni fondamentali riconosciuti dall’ordinamento costituzionale, quali il rispetto dei diritti umani e la tutela dei minori.

Ordinanza

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